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Presentazione del Direttore Artistico
Era tutto pronto per settembre dello scorso anno. Dopo aver lavorato per un’intera estate, il cartellone della diciottesima edizione del Festival d’Autunno era chiuso. Finito. Ci ha fermato la pandemia e le varie ordinanze che, però, non hanno scalfito la nostra voglia di esserci ancora e di regalare a Catanzaro una rassegna più ricca degli anni precedenti. Ho voluto intitolarla “ContaminAzioni” perché il programma, che avrete modo di conoscere visitando il sito, spazia dal teatro alla musica lirica; dall’arte orafa alla musica d’autore; dalle conversazioni su temi relativi alle nostre radici, alle escursioni finalizzate alla scoperta del nostro (meraviglioso) territorio.

Sono diverse le novità di questa edizione.
La prima è che il Festival vi terrà compagnia per dieci giorni consecutivamente: un concentrato di eventi che raramente la città capoluogo di regione ha vissuto. La seconda è che è tutto gratuito, seppur con posti limitati e comunque nel pieno rispetto della normativa anti Covid. La terza riguarda i luoghi: toccheremo le più belle e suggestive location del centro storico, dal Politeama (ormai la casa del Festival), a Villa Margherita; dal chiostro del Complesso Monumentale “San Giovanni” al Parco della Biodiversità, a Piazza Prefettura. La quarta riguarda i numerosi spettacoli originali  ideati e prodotti dal festival. Ciò che invece resta immutata è la qualità dell’offerta culturale visto che, nel cartellone, trovano posto spettacoli straordinari - alcune nostre produzioni esclusive - con interpreti d’eccezione come Tosca, Rosa Martirano, Matthew Lee, Mirò, Irene Grandi, Peppe Servillo, solo per citarne alcuni. E se è vero che viviamo ancora una condizione di precarietà dovuta all’emergenza sanitaria per il coronavirus, è altrettanto certo che l’arte - e la musica in particolare - possono offrirci momenti di evasione che ritemprano il nostro spirito dopo mesi di paura. Ecco: la speranza che nutro è che i nostri spettatori possano regalarsi serate, per quanto possibile, spensierate. In attesa che in un futuro molto prossimo, torneremo a riappropriarci dei nostri spazi, della nostra vita, senza alcuna limitazione della libertà individuale. In una sola parola, della normalità che anche attraverso questo Festival vogliamo provare a ritrovare.
 
Antonietta Santacroce 
Direttore artistico Festival d'autunno